Intervista AGA - benefici della certificazione ISO

INTERVISTA a Giuseppe Giacon, Vice Presidente dell’Associazione Giochi Antichi.

Nell'ambito del progetto di ricerca del Dipartimento di Economia Aziendale dell'Università di Verona è stata realizzata un'intervista per comprendere i benefici derivanti dal progetto di certificazione della sostenibilità del sistema di gestione del Festival per l'Associazione Giochi Antichi.

Le ragioni dell’AGA per quanto riguarda la richiesta della certificazione sono state così spiegate dal Vice Presidente:

“AGA ha intrapreso questo percorso perché era la giusta conseguenza di un lavoro, che ha alle spalle 15 anni, su delle sensibilità che ha sempre avuto l’associazione ed i suoi membri, che si sono esplicate ed articolate nel Festival; parlo di politiche come l’ uso di energia rinnovabile (…) l’utilizzo dell’acqua come bene pubblico resa gratuitamente al pubblico, la differenziata, il km0, con un accordo con la coldiretti che è nato più 10 anni fa e di cui acronimo KM0 non era ancora stato coniato da Coldiretti, l’utilizzo di automobili elettriche (…) , giochi fabbricati con materiali che abbiano una determinata certificazione ecc...

Tutte azioni ed attenzioni che noi abbiamo cercato di trasmettere nel Festival di anno in anno e che ad un certo punto, riflettendo, raccontando proprio tutto questo alla professoressa Castellani, lei ha avuto questo input, dicendoci: ragazzi ma perché non iniziamo a ragionare in termini di certificazione? Cioè formalizzare questa politica e queste azioni? E così è stato.”

Grazie alla collaborazione con LOCOM abbiamo ottenuto la certificazione ISO20121 qualificando l’operato dell’Associazione, ma oltre a ciò, sono mutate anche le relazioni con le istituzioni ed i partner, grazie ai quali è stato possibile ideare e svilppare l’area Play SMART.

Questa nuova sezione del Tocatì vuole proporre al pubblico un esempio di “città intelligente”, mettendo in contatto i visitatori con le aziende innovative presenti sul territorio.

Oltre agli effetti positivi della certificazione, c’è un riscontro negativo secondo il dott. Giacon :” In riferimento al pubblico, secondo me il percepito è ancora troppo debole. Manca ancora una percezione forte, per quanto riguarda quello che è stato il festival, non è ancora arrivato forte questo messaggio. È arrivato ai soggetti già sensibili o quelli che abbiamo coinvolto”.

La cultura è ciò che maggiormente interessa ad AGA, invece, il pubblico percepisce il lato ludico ma non valorizza la cultura della Associazione e la sua attenzione alla sostenibilità; perciò servirebbe un’azione di comunicazione più forte per rendere più efficace il messaggio.
“Una certificazione ti porta ad una consapevolezza che quello che stai facendo ha un senso, anche formale, di un riconoscimento addirittura internazionale, condiviso, che rientra infatti anche nell’aspetto della Certificazione ISO stessa”.

Infine ci spiega che, l'altro beneficio per niente scontato che l’Associazione ha avuto, è che ci possono essere, attraverso la certificazione, anche degli ambiti di azione migliorativa che prima si ignoravano e, “la consapevolezza con la volontà, ti portano a migliorare”.

Il Dott. Giuseppe Giacon riferisce che per l’Associazione il beneficio è stato immediato ma che per beneficio immediato, esso non intende solo in termini di label. Per esempio, già dal 2016, hanno scelto di sostituire dei fornitori (evidenziando questa come un’azione forte) nell’area merchandising, in quanto non gli veniva garantita da questi la provenienza dei prodotti, una filiera controllata (a livello quindi di responsabilità sociale), una qualità dei tessuti, le condizioni dei loro lavoratori a livello di sicurezza ecc…

Ed, inoltre che hanno discusso con diversi partner e partecipate, alcuni ambiti in cui essi non erano conformi alla certificazione.

Affermando quindi che, la ricaduta a seguito della Certificazione c’è stata, ma che per l’Associazione è una ricaduta che si esplica in termini di un costante miglioramento per le prossime edizioni.

In conclusione gli stimoli raccolti dall’Associazione riguardo l’esperienza vissuta si possono riassumere in una frase: “si può fare… si può e si deve fare”.



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